tar lazio



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9/10/2020


D’ora in avanti, coloro che sceglieranno di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, avranno il diritto di pretendere che la definizione delle attività alternative non venga rinviata, come accade ora, all’inizio dell’anno scolastico, con la consueta coda di disfunzioni e ritardi, ma sia tempestiva. Solo così infatti si evita di mettere a rischio il principio di non discriminazione religiosa. Lo ha stabilito il Tar del Lazio

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