Le udienze svolte nella prima parte della Fase 2 sono circa il 10 % rispetto a quelle fissate. La completa paralisi dell’attività giudiziaria impone di rintracciare soluzioni alternative e per alcuni versi impopolari. Lo scrive l’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati ) in una nota.

“La penuria di risorse investite per il funzionamento della macchina giudiziaria nella fase emergenziale e la polverizzazione delle norme di rito attraverso lo strumento dei protocolli e delle linee guida dettate dai capi degli uffici giudiziari dimostrano la scarsa attenzione della politica al sistema giustizia” evidenzia l’avvocato Antonio De Angelis, Presidente Nazionale dell’AIGA, “Tutti gli attori del sistema sono, perciò, chiamati a rintracciare soluzioni alternative e ad adottare misure straordinarie per garantire il pieno esercizio della funzione giudiziaria”.

“Fissare sessioni pomeridiane delle udienze o ancora di tenerle nella giornata del sabato è un sacrificio sostenibile e che tutti gli operatori giudiziari sono chiamati a compiere per il rispetto che è dovuto l’altissima funzione esercitata” propone l’avvocato Pierfernando Panetta, componente della Giunta Nazionale AIGA “I Giovani Avvocati sono disponibili a fare la propria parte e a sottrarre ore di lavoro ai propri studi pur di far ripartire la macchina della Giustizia”.




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