A fronte della ripresa delle attività del Paese nella fase 2 “il servizio giustizia è al palo”. “In molte sedi è drasticamente ridotto il numero di udienze, in altre è modestissimo il numero delle cause poste in trattazione. Gli orari di cancelleria sono sostanzialmente dimezzati e gli accessi consentiti non tutti i giorni, con sistemi di prenotazione via mail che non sempre funzionano”.

E’ la situazione emersa dai primi dati raccolti da uno specifico Osservatorio dell’Unione delle Camere penali e che è stata presentata oggi al tavolo convocato presso il Ministero della giustizia per l’analisi del funzionamento degli Uffici giudiziari durante la fase di emergenza.

“La babele dei provvedimenti dei capi degli Uffici giudiziari ha determinato un’emergenza nell’emergenza. Al netto di alcune esperienze virtuose, come a Bologna, la situazione della macchina giudiziaria presenta un sostanziale perdurare del blocco dell’attività- sottolinea l’Ucpi- L’Avvocatura pretende di tornare in aula”.

L’Ucpi chiede perciò “un intervento di correzione, anche normativa, che restringa l’ambito di discrezionalità nei singoli Uffici giudiziari, consenta l’aumento delle giornate e dei tempi di udienza, la turnazione del personale, le risorse per la garanzia dei presidi sanitari”. E sottolinea che al tavolo convocato al ministero “la insostenibilità della situazione è stata peraltro sottolineata anche dalla Presidente del Consiglio Nazionale Forense, dall’Unione delle Camere Civili e da OCF”.

Intanto, contro la rottamazione dei processi e per denunziare la mancanza di un’effettiva ripresa, questa mattina a piazzale Clodio gli avvocati della Camera penale di Roma hanno simbolicamente consegnato le loro toghe al Presidente dell’Ordine.




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