“Al centro delle nostre riflessioni ci sono i professionisti duramente colpiti da questa pandemia. Stimiamo che il 20% degli iscritti agli ordini e alle Casse rischiano di essere definitivamente espulsi dal mercato del lavoro” ha affermato la presidente del Comitato unitario delle professioni, Marina Calderone nel corso di webinar organizzato dall’Adepp al quale hanno partecipato i presidenti degli ordini professionali, esperti e giornalisti.

“E’ indispensabile – ha proseguito – mettere in campo una sinergia che veda tutto il sistema unito e in grado di parlare alla politica che, anche con questi ultimi decreti, non ha capito il valore dei professionisti. La platea che ha avuto accesso ad una sola forma di sostegno è stata enorme. 500mila professionisti che hanno richiesto il bonus 600 euro stanno a significare che a rischio c’è la professione stessa. Sono caduti modelli, tipologie contrattuali tutto è diventato più fluido e complesso e anche per questo c’è bisogno di ragionare su soluzioni che affrontino temi trasversali al lavoro e alla professione. Le Società tra professionisti mai decollate, l’equo compenso mai attuato, uno statuto dei lavoratori che deve essere trasformato in statuto dei lavori, la fragilità di una professione che deve fare i contri con le trasformazioni e evoluzioni del mondo, tutto necessita di unione e unità”.

Per il presidente dell’Adepp Albero Oliveti: “Pare evidente ormai che ci sia una nuova esigenza di fare previdenza. Una previdenza che non sia soltanto quella ordinaria e post-lavorativa, quella cioè che si concretizza nella pensione o nell’assistenza a chi lavorando ha un bisogno. Bisogna iniziare a ragionare sul concetto di supporto al lavoro. Un welfare che divenga assistenza strategica e che possa essere sia un sostegno all’attività professionale e al suo reddito, ma anche uno strumento che permetta a ognuno di sviluppare al massimo la propria potenzialità lavorativa”.

“Allo stesso tempo – ha proseguito Oliveti – oggi ci dobbiamo impegnare in un welfare che qualcuno ha chiamato “catastrofale” con evidente riferimento all’emergenza Covid-19, con interventi che qualche volta possono configurarsi proprio come forme di sostegno passivo o di ammortizzazione sociale, senza avere però una fiscalità di scopo. A questo proposito – ha sottolineato sempre il presidente dell’Adepp – è bene ricordare che veniamo tassati nei rendimenti dei nostri investimenti patrimoniali come se fossimo un’attività di impresa di tipo lucrativo, cosa che in Europa non avviene. Siamo chiamati costantemente a sostenere il Paese in cui lavoriamo ed è evidente che siamo sensibili a questo tema, ma noi riteniamo che il nostro compito sia quello di sostenere i professionisti e le loro attività, non saltare il fosso andando a fare investimenti sul Sistema Paese, cosa che – ha concluso Oliveti – non spetterebbe a noi bensì alla fiscalità generale”.




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